(mynewsroom.it) Louis Vuitton nasconde il suo flagship store dietro un baule Monogram gigante, trasformato in una stazione ferroviaria vintage. Un’installazione temporanea che anticipa la riapertura del negozio. Dopo Parigi, New York e Shanghai, l’“arte del viaggio” della maison francese ha un immediato effetto sui social.
All’incrocio tra Pedder Street e Des Voeux Road Central, uno dei punti più trafficati di Hong Kong, i passanti rallentano e alzano il telefono. Il flagship Louis Vuitton è sparito dietro un baule gigante, rivestito con la tela Monogram marrone che la maison usa da oltre un secolo. I tram continuano a sferragliare davanti, ma l’edificio ora sembra un bagaglio in attesa di un viaggiatore fuori scala.
Non è un nuovo palazzo ma un “hoarding”, la copertura scenografica di un cantiere. Per tutta la durata della ristrutturazione, la facciata si trasforma in una grande stazione ferroviaria, decorata con il Monogram per celebrarne il 130° anniversario. L’operazione segue quelle che la maison ha già realizzato sugli Champs-Élysées nel settembre 2023, a New York nel novembre 2024 e a Shanghai nel giugno 2025.

Sulle dimensioni e sui costi l’azienda non ha diffuso alcun dato. La cura dei dettagli, invece, è evidente. File di rivetti dorati corrono lungo ogni spigolo e gli angoli sono protetti da cantonali in ottone lucido con il nome inciso. Sui lati compaiono enormi chiusure e una lunga maniglia in pelle. In alto, un’etichetta indica in cinese Central Station. Sopra il baule, una copertura curva come il coperchio di una valigia bombata incornicia una finestra ad arco con un orologio rotondo al centro. Di sera, sottili linee di luce bianca tracciano il profilo del baule e le finestre si accendono di rosa.
Un omaggio alla città
Al livello della strada, sotto i portici, si arriva al “binario”. Lungo il marciapiede si allunga una carrozza verde scuro con profili in ottone. I suoi finestrini sono schermi che mostrano skyline urbani, così il treno sembra muoversi pur restando fermo. Secondo la maison, l’installazione è anche un omaggio alla storia dei trasporti di Hong Kong. L’azienda precisa inoltre che tutti i materiali della facciata saranno poi riutilizzati o riciclati.

L’impatto mediatico è stato rapido
L’installazione ha raggiunto circa 7,5 milioni di visualizzazioni in pochi giorni, con l’81% di menzioni positive e il 3,1% negative. Non sono mancate le critiche: alcuni utenti hanno paragonato l’arco circolare a una tomba, altri si sono chiesti se la struttura fosse permanente.
Il baule fa parte anche di Destination Central, il programma con cui il brand vuole rilanciare il quartiere. I visitatori possono ritirare un “Central Passport” a forma di valigia vintage, che dà diritto a viaggiare gratis in tram e a raccogliere timbri nella zona. Lo sguardo, però, è già rivolto al dopo. Il pop-up interno all’atrio precede una mostra prevista nel seminterrato e l’apertura della nuova Louis Vuitton Maison, la cui data non è ancora stata annunciata.