(Bangkok Post) La rivista che fotografò il Novecento americano torna in edicola dopo quasi vent’anni di silenzio rinasce come trimestrale di carta, sostenuto dalla modella e imprenditrice Karlie Kloss. Il primo numero esce il 23 novembre con grande formato, 250 pagine, nessuna pubblicità tradizionale e un prezzo di 45 dollari. La scommessa del nuovo «Life» è rallentare lo sguardo nell’epoca dell’eccesso di immagini.
A quasi vent’anni dalla chiusura della sua ultima incarnazione, «Life» torna in vita. La rivista celebre per il logo nel riquadro rosso e per la vocazione al racconto per immagini riprenderà le pubblicazioni il 23 novembre come trimestrale cartaceo. Lo farà in un panorama mediatico frammentato, lontanissimo dagli anni d’oro di metà Novecento. Da allora internet, social network e intelligenza artificiale hanno stravolto il modello economico dei periodici.
A sostenere il progetto è Karlie Kloss, attraverso la sua Bedford Media. Oltre a sito e social, il marchio punterà su video brevi, documentari ed eventi. «Ciò che rendeva straordinario Life era la capacità di far sentire il mondo più vicino», ha dichiarato Kloss.

Henry Luce, già fondatore di «Time» e «Fortune», creò la rivista nel 1936. Il primo numero uscì con una copertina in bianco e nero di Margaret Bourke-White dedicata alla diga di Fort Peck, simbolo del New Deal, e andò esaurito all’istante. «Life» divenne il monumento del fotogiornalismo americano. Raccontò la Seconda guerra mondiale, la corsa allo spazio e la lotta per i diritti civili attraverso gli obiettivi di Robert Capa, Alfred Eisenstaedt e Gordon Parks.
Sulle sue pagine apparvero il bacio del marinaio a Times Square nel 1945, i ritratti di Marilyn Monroe e James Dean e la prima edizione integrale de «Il vecchio e il mare» di Hemingway.

Dalla carta all’arrivo della televisione
Il picco di vendite negli anni Sessanta, con oltre otto milioni di copie. Poi la televisione cambiò le regole. Time Inc chiuse il settimanale nel 1972, lo rilanciò come mensile nel 1978 e ne sospese le uscite regolari nel 2000. Daniel Okrent, direttore dal 1992 al 1996, ricorda che la testata fu sempre in perdita. Secondo lui, oggi i periodici cartacei sopravvivono solo grazie a ricchi mecenati.
Nel 2024 Kloss ha acquisito la licenza da Dotdash Meredith, oggi People Inc, che conserva l’archivio di oltre dieci milioni di immagini. La direzione creativa è affidata a Richard Turley, già a MTV, Bloomberg Businessweek e «Interview». Al suo fianco lavorano diversi giornalisti provenienti dal «New York Times». Turley spiega di non voler produrre un facsimile. Vuole invece recuperare il DNA dell’originale: uno sguardo caleidoscopico sull’umanità, in cui non si sa mai cosa riservi la pagina successiva.

Il primo numero
“Where Are We Now?» è il titolo del numero che torna in edicola: ha coinvolto oltre 120 collaboratori e unisce fotogiornalismo e inchieste lunghe. Al posto della pubblicità tradizionale ci sono due sponsor, Rivian e Figma. «Abbiamo un’abbondanza di immagini, ma non per questo vediamo più a fondo», osserva Lyons, direttrice della fotografia.
Kloss ha già rilanciato «i-D» ed è socia di «W». È sposata con Joshua Kushner, comproprietario di Bedford Media e fratello di Jared Kushner, genero del presidente Trump. Precisa di non intervenire nelle scelte editoriali. Il suo obiettivo, dice, è costruire un’impresa capace di durare e procedere verso la redditività senza inseguire scadenze arbitrarie.