(Le Parisien) Anduril, la start-up della difesa americana raccoglie 200 milioni di dollari per creare cani da combattimento geneticamente modificati. L’obiettivo è liberarsi dalla dipendenza dagli allevamenti europei.
Visiera sul muso e giubbotto antiproiettile, cinque cani militari posano fieri in un’illustrazione che ricorda i cartoni di Paw Patrol. Ma l’immagine, diffusa per presentare il progetto Warhound della start-up americana Anduril, non è pensata per i bambini: raffigura canidi geneticamente modificati, pronti al combattimento.
L’ambizione è concreta. Anduril, astro nascente nell’orbita del Pentagono, ha appena raccolto 200 milioni di dollari attraverso una joint venture con Colossal Biosciences, società specializzata in biotecnologie e ingegneria genetica. Una cifra enorme per un mercato di nicchia.

In Francia, i cani da combattimento per esercito, aeronautica e marina, sono selezionati all’età di dieci mesi: 377 esemplari quest’anno, in linea con il passato. Pastori tedeschi, olandesi e soprattutto malinois belgi, apprezzati per resistenza, tenacia e socievolezza in condizioni estreme, da meno dieci a più cinquanta gradi. Il loro olfatto distingue oltre 100.000 odori, da trenta a quaranta volte più dell’uomo. Il reggimento si rifornisce in Europa, per quasi metà in Francia, dove la filiera è cresciuta dopo il Covid fino a diventare una questione di sovranità nazionale.
Una ricerca sovranista
La sovranità muove Anduril, finanziata anche da In-Q-Tel, il braccio d’investimento della CIA. Le forze armate statunitensi dipendono per circa l’85% dal Vecchio Continente, dove un cucciolo costa tra 2.000 e 8.000 euro. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato di voler rilanciare la produzione nazionale di cani d’élite, liquidando come «mediocri» le razze da pastore europee, afflitte da displasia dell’anca e atrofia retinica. Patologie comuni che portano a scartare gli animali già durante i controlli sanitari.

Il problema americano è il tasso di abbandono
Quasi il 10% dei cani militari non supera l’addestramento e, secondo uno studio condotto tra il 2019 e il 2021, solo il 34,4% raggiunge gli otto anni previsti per il congedo. Da qui l’idea di intervenire sul genoma per eliminare le malattie e migliorare le prestazioni, creando animali capaci di affiancare i soldati nel rilevamento di mine ed esplosivi, nel tracciamento e perfino nella neutralizzazione del nemico, come accadde nel 2011 con il malinois impiegato nel raid contro Bin Laden. La sperimentazione è già avviata e il primo esemplare potrebbe nascere entro pochi mesi, forse settimane.
Dietro Anduril c’è Palmer Luckey, che l’ha fondata nel 2017, spesso paragonato a Elon Musk e noto sostenitore di Donald Trump. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth gli ha affidato, insieme al patron di SpaceX, un rapporto sul “combattimento di domani”, atteso entro la fine di gennaio.