(Times) Oltre mille case tradizionali della medina sono oggi boutique hotel. Tra cambi di proprietà, restauri e nuovi progetti, l’offerta non è mai stata così varia, dagli indirizzi storici rinnovati alle aperture firmate da designer.
Rifugio invernale di Winston Churchill, musa di Yves Saint Laurent e, più di recente, meta natalizia di Madonna, Marrakech continua a esercitare il suo richiamo. La sua offerta ricettiva non è mai stata così ricca. Protagonisti restano i riad della medina, antiche abitazioni che dietro porte anonime custodiscono cortili alberati, gallerie ombreggiate e fontane. Oltre mille sono stati convertiti in boutique hotel.

C’è un panorama in movimento, dove nomi consolidati convivono con aperture recenti e ristrutturazioni. Il caso più emblematico è El Fenn, a Bab el Ksour, ceduto al gruppo marocchino Akan Collection. La cofondatrice Vanessa Branson resta come consulente, a garanzia della collezione d’arte, e un esteso rinnovamento ha coinvolto anche ristorante e bar. È il più caro della lista, con doppie da 350 euro. Tra i classici figura anche Le Farnatchi, da oltre vent’anni in un sito di quattro secoli. Ha dieci suite, più di venti addetti e il riscaldamento centralizzato, che l’autrice segnala come un’unicità.

Il fronte delle novità
Notevole il Rosemary, cinque camere a cui la designer belga Laurence Leenaert, fondatrice del marchio LRNCE, ha lavorato per tre anni, facendone una vetrina dell’artigianato marocchino contemporaneo. Riad Alena, quattro camere aperte nel 2023 da Louis Devereux, figlio di Branson, è un luogo che rievoca il passato bohémien della città, tra opere di artisti locali e cene comuni attorno al fuoco sul tetto.
Il danese Riad No 37 propone una lettura scandinava dello stile locale, con cucina a prevalenza vegetale e bevande analcoliche. L’olandese Willem Smit ha ridisegnato Les Yeux Bleus in chiave massimalista, mentre la maiorchina Elsa Bauza ha scelto per Riad UP un minimalismo mediterraneo.

Dimore con una storia da raccontare
Riad Star, quattordici camere, fu residenza di Josephine Baker e ne conserva lo spirito tra cimeli del music hall parigino. Riyad el Cadi, fondato dall’ex ambasciatore tedesco Herwig Bartels per ospitare la sua collezione d’arte islamica e oggi gestito dalle figlie, offre diciassette camere ed è il più economico, da 100 euro. Restaurati di recente sono Riad Tizwa, che ha guadagnato un piano con vista sull’Atlante, ed Elegancia, riaperto nel 2021 e riservato agli adulti.

Completa il quadro Riad Yasmine, noto per la piscina amata dal pubblico di Instagram, Botanica con i suoi ritiri di yoga, El Aaiun, Louhou nella Kasbah e L’Orangeraie, dove parte del personale lavora dall’apertura del 2003. Piscine, terrazze sul tetto e cucina casalinga ricorrono quasi ovunque. A cambiare, di casa in casa, è l’impronta dei proprietari.
