(Matin du Dimanche) Il principio attivo più amato delle creme anti-età può arrossare e seccare la pelle. A fare la differenza, però, è soprattutto il modo in cui lo si usa. Concentrazione, frequenza e tolleranza individuale decidono se il retinolo diventa un alleato o un nemico dell’epidermide. E il pizzicore non è affatto un segno di efficacia.
Il retinolo è uno degli ingredienti più popolari dei trattamenti anti-età, ma anche uno di quelli che più facilmente scatenano reazioni. Promette di attenuare le rughe e di affinare la grana della pelle, eppure non è raro che l’epidermide, quando si comincia a usarlo, mostri chiaramente di non gradirlo. La domanda è inevitabile: si tratta di una sostanza dannosa, o quei fastidi fanno parte del percorso?
Per rispondere occorre partire dalla sua natura. Il retinolo appartiene alla famiglia dei retinoidi, derivati della vitamina A, ed è un attivo potente. È proprio questa forza a spiegare le reazioni cutanee che possono comparire nelle prime applicazioni. Arrossamenti e secchezza sono effetti collaterali noti, tanto più probabili quando la concentrazione è elevata o il prodotto viene applicato troppo spesso.
È qui che si gioca la partita. Il retinolo non è necessariamente nocivo, ma un impiego inadeguato può indebolire la barriera cutanea, lo strato che aiuta la pelle a trattenere l’acqua e la protegge dalle aggressioni esterne. Quando questa difesa si altera, la pelle diventa più secca, più reattiva e talvolta fastidiosa. Va inoltre sfatata una convinzione diffusa: avvertire un pizzicore non significa che il prodotto stia funzionando meglio.

Contenere le reazioni
La strada indicata per contenere le reazioni è quella della gradualità. Meglio cominciare con una concentrazione bassa e applicare il prodotto solo alcune sere alla settimana, aumentando la frequenza soltanto se la pelle lo tollera. Una crema idratante contribuisce a preservare la barriera cutanea, mentre la protezione solare quotidiana diventa particolarmente importante, perché il retinolo è fotosensibile. Nella fase iniziale è preferibile anche evitare di sommare altri attivi potenzialmente irritanti, a cominciare dagli esfolianti più aggressivi.

Il retinolo, del resto, non è adatto a tutti
Chi ha una pelle molto sensibile o soffre di eczema o rosacea farebbe bene a chiedere il parere di un professionista prima di inserirlo nella propria routine. Per precauzione, i retinoidi cosmetici sono sconsigliati anche durante la gravidanza.
Il bilancio, dunque, è sfumato. Il retinolo può effettivamente irritare la pelle, ma non la danneggia in modo sistematico: tutto dipende dalla concentrazione, dalla frequenza d’uso e dalla tolleranza di ciascuno. Utilizzato correttamente, può rivelarsi un alleato interessante. Se però la pelle brucia, si arrossa in modo marcato o si desquama, stringere i denti non serve: la scelta più saggia è sospendere temporaneamente il prodotto e lasciare che l’epidermide si riprenda.