(El Mundo) Vinicius, l’attaccante del Real Madrid dopo l’eliminazione al Mondiale ha deciso di consolarsi ridisegnando mento e mandibola. Il web lo deride, ma secondo i medici è una pratica sempre più diffusa tra i campioni. Da Beckham a Cristiano Ronaldo, sono molti i fuoriclasse che ricorrono alla medicina estetica. Gli specialisti spiegano tempi, motivazioni e limiti imposti dall’attività agonistica.
L’estate ha cambiato Vinicius, e non solo in campo. Il brasiliano attraversa un momento opaco con il Real Madrid. Ma a far discutere è soprattutto il suo aspetto: l’attaccante è tornato ad allenarsi dopo il Mondiale con una fisionomia sensibilmente diversa.
La trasformazione è stata rapida. Il 5 luglio il Brasile è stato eliminato dalla Norvegia negli ottavi di finale; diciotto giorni dopo Vinicius ha pubblicato la prima foto con il nuovo volto. I social sono esplosi. Tra i commenti sul “nuovo Vini” ha preso piede anche lo scherzo secondo cui non si tratterebbe più di lui, un meme alimentato dal difficile avvio di stagione del giocatore. Fisicamente sembra un altro, ma è lo stesso.
Eppure, gli interventi a cui si è sottoposto sono tutt’altro che rari, tra gli sportivi come tra i personaggi famosi e, probabilmente, anche tra la gente comune. Oltre a un ritocco al naso con acido ialuronico, il calciatore ha scelto ciò che fa la maggior parte degli atleti più esposti mediaticamente: una mascolinizzazione del viso, con l’allargamento della mandibola e del mento, che nel suo caso era molto arretrato.
Lo stesso percorso seguito da David Beckham, Sergio Ramos e Cristiano Ronaldo. È il trattamento scelto dagli uomini che vogliono apparire più “potenti” sotto il profilo della virilità.

Tanti cambiamenti
Il caso di Vinicius può sembrare il più vistoso, ma basta confrontare il Ramos del 2005 o un Cristiano diciassettenne con quelli di oggi per notare cambiamenti profondi, non dovuti soltanto alla palestra. Quando l’esposizione è così alta, il ricorso a questi trattamenti è normale. Proprio quella visibilità, però, trasforma ogni ritocco evidente in un caso. Il dibattito online è spesso privo di basi scientifiche: le reti sociali offrono moltissime informazioni ma il pubblico non ha gli strumenti per distinguere il vero dal falso.

L’acne di Alcaraz
Il fenomeno, una tendenza in crescita, non si limita all’estetica del volto. Esistono trattamenti meno appariscenti che possono addirittura interferire con lo sport. Carlos Alcaraz fino a tre anni fa soffriva di un’acne importante: l’isotretinoina, terapia d’elezione in questi casi, può causare dolori articolari e compromettere il rendimento, motivo per cui a un atleta di quel livello non verrebbe mai consentita. Per questo gli sportivi tendono a concentrare gli interventi in estate, così da avere margine in caso di complicazioni o di un recupero più lento del previsto.
Pratiche sempre più comuni, dunque, ma ancora circondate da un tabù che si traduce in critiche e scherno.