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L’aceto e i capelli

Posted on 25 Ottobre 202625 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(El Pais) Il vecchio risciacquo acido torna di moda tra social e cosmetica, trasformato in aceti profumati, maschere e trattamenti pre-shampoo. Funziona, spiegano gli esperti, ma solo se ben diluito. Il suo segreto non sono vitamine prodigiose ma il pH che rende i capelli più lucidi e leggeri, ma non li fa crescere e non elimina i pidocchi.

Fino a non molto tempo fa, in molte case la bottiglia di aceto non stava soltanto in cucina. Madri e nonne ne versavano un goccio, diluito in acqua, nell’ultimo risciacquo dei capelli. Servivano due cose, tipiche dell’autunno: ridare lucentezza alla chioma dopo l’estate e combattere i pidocchi del rientro a scuola. Oggi TikTok ha riportato in auge l’abitudine e l’industria cosmetica l’ha resa più invitante. L’odore pungente e le dosi a occhio hanno lasciato il posto ad aceti al lampone, maschere glossy e trattamenti pre-lavaggio.

È uno di quei rimedi della nonna che hanno resistito al tempo perché hanno una reale base scientifica, anche se sui social è stato esagerato fino a definirlo miracoloso. Il segreto è il pH. La superficie del capello è formata da piccole squame sovrapposte. L’aceto, con un pH compreso tra 2 e 3, contrasta l’effetto dei prodotti alcalini e rende la cuticola più uniforme. Così il capello si districa meglio, riflette di più la luce e appare meno crespo. Una revisione pubblicata sull’International Journal of Trichology, condotta su 123 shampoo, ha confermato che un pH alcalino aumenta l’attrito tra le fibre e favorisce l’effetto crespo.

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I limiti però sono chiari

L’aceto non ricostruisce un capello decolorato né ripara le doppie punte, anche se aiuta a eliminare i residui di siliconi, lacche e creme. Il suo successo coincide con la passione per il glass hair, la chioma lucida come uno specchio. L’aceto offre un effetto glossy immediato senza appesantire, a differenza degli oli che danno una lucentezza «quasi plastica».

Serve però prudenza. L’aceto alimentare contiene circa il 5% di acido acetico e, usato puro o troppo spesso, può irritare il cuoio capelluto e seccare la fibra.

Si consigliano due o tre cucchiai di aceto di mele in mezzo litro d’acqua, da applicare dopo lo shampoo per due o tre minuti e poi sciacquare abbondantemente, non più di una volta a settimana. Bruciore, arrossamento o desquamazione sono segnali per sospenderne l’uso. I prodotti cosmetici, invece, dosano con precisione l’acido e lo associano ad agenti condizionanti e lenitivi.

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Restano da sfatare due miti

L’aceto non stimola la crescita dei capelli. E secondo l’Accademia spagnola di dermatologia ha un’efficacia limitata contro i pidocchi, anche se, diluito in due parti d’acqua, facilita il distacco delle lendini. Sul mercato le proposte si moltiplicano, dal pre-shampoo di Lush con aceto balsamico all’Aceto di Brillantezza al lampone di Yves Rocher, fino alla maschera Redken senza siliconi. Ma la regola d’oro resta una sola: «la corretta diluizione».

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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