(Sunday Times) A Figueres il museo allarga il Triangolo dei paesi cari al pittore spagnolo morto nel 1989 dopo aver conquistato fama internazionale. Nella città natale del pittore la Casa Natal è un percorso immersivo tra ologrammi e proiezioni. È il nuovo tassello dell’itinerario catalano che unisce Figueres, Port Lligat, Cadaques e Púbol angoli di Costa Brava che ispirarono il maestro del surrealismo.
Le posate si sollevano da un tavolino rotondo e disegnano nell’aria oche e anatre, al suono di danze popolari catalane. Non è un numero di magia ma una proiezione, una delle scene della Casa Natal Salvador Dalí, il nuovo museo di Figueres dedicato all’infanzia dell’artista.
A meno di due ore d’auto a nord di Barcellona, Figueres era già tappa del “Triangolo di Dalí”, che comprende il Teatro-Museo cittadino, la casa di Port Lligat e il castello di Púbol. Vi si aggiunge ora il palazzo ottocentesco al numero 6 di Carrer Monturiol, restaurato e riallestito in quattro anni di lavori.

La visita audiovisiva dura un’ora e si affida a ologrammi, porte che sembrano aprirsi da sole e proiezioni a tutta parete. Parte dal piano terra, dove il padre notaio aveva lo studio, e sale all’appartamento in cui la famiglia visse finché Dalí ebbe otto anni.
Di originale restano il bagno, una piccola cucina e le piastrelle liberty, mentre la camera in cui nacque è stata ricostruita sulle sue descrizioni. I piani superiori ripercorrono la vita adulta, fino alle immagini della campagna dell’Empordà e del Cap de Creus.
A cinque minuti a piedi, il Teatro-Museo progettato dallo stesso Dalí e inaugurato nel 1974 ne mostra il lato più eccentrico. Dietro la facciata rosa sormontata da uova bianche giganti si trovano il divano a forma di labbra ispirato a Mae West e, nella cripta, la tomba dell’artista.

A casa del pittore
Un’ora di tornanti verso est porta a Port Lligat, dove Dalí visse e lavorò per gran parte della vita adulta. La casa, ricavata dal 1930 da un gruppo di abitazioni di pescatori, non espone dipinti originali, ma è quella che meglio restituisce l’immaginazione del pittore.

Le stanze sono piccole, con grandi finestre sul mare; all’ingresso c’è un orso polare impagliato di oltre due metri e in giardino una piscina dalla forma fallica. La prenotazione è obbligatoria.
A dieci minuti c’è Cadaqués, con la baia a ferro di cavallo, i vicoli acciottolati e una statua dell’artista sul lungomare. Poco oltre, nel parco naturale del Cap de Creus, le rocce calcaree erose da sale e vento assumono forme di aquile, cavalli e gorilla. La segnaletica è scarsa e una guida locale aiuta.

L’amore per la moglie Gala
L’itinerario scende poi a Púbol, dove a fine anni Sessanta Dalí comprò e decorò per la moglie Gala un castello dell’XI secolo, con soffitti dipinti e sculture di elefanti in giardino. Si chiude a Barcellona, nella suite a lui intitolata all’hotel El Palace, l’ex Ritz. Il personale ricorda ancora le oltre dieci persone servite per issare sullo scalone un cavallo bianco impagliato, regalo di compleanno per Gala.
