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Week-end a Bilbao

Posted on 23 Ottobre 202621 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Le Monde) Chiusi cantieri navali e altiforni, la città basca ha scommesso su architettura, musei e gastronomia. Dal belvedere di Artxanda al Guggenheim, due giorni lungo la Ría per scoprire come la capitale della Biscaglia ha trasformato il suo passato industriale in un’attrattiva culturale.

La storia di Bilbao è legata a doppio filo alle miniere di ferro e al loro sfruttamento lungo tutto il Novecento. Dopo la crisi degli anni Ottanta, con la chiusura dei cantieri navali e degli altiforni, la capitale della Biscaglia, nel nord della Spagna, ha saputo risollevarsi puntando sulla cultura. È una scommessa audace, che si lascia leggere seguendo il corso dell’acqua in un itinerario di quarantotto ore.

Sabato

Il primo giorno comincia dall’alto. Dalle rive risistemate della Ría si prende la funicolare per il monte Artxanda. Inaugurata nel 1915 e rinnovata nel 1983, conduceva un tempo al casinò e ai ristoranti, e oggi porta a uno dei più bei belvedere della città. Da lassù lo sguardo abbraccia le colline, la ciminiera del parco Etxebarria, resto della vecchia acciaieria, e i 165 metri della torre Iberdrola.

Si scende poi verso la città nuova attraversando il ponte Zubizuri di Santiago Calatrava, tra le torri gemelle di Arata Isozaki e le facciate Art nouveau del quartiere di Abando, come la casa Montero del 1904. In piazza Moyúa convivono il Secondo Impero dell’Hotel Carlton e gli ingressi in vetro della metropolitana firmati da Norman Foster, i “fosteritos”.

Screenshot

Negli anni Sessanta la città era grigia e molto inquinata. A cambiare tutto, dopo le inondazioni del 1983, fu un piano ambizioso centrato su trasporti e cultura.

A mezzogiorno i grandi viali cedono il passo al labirinto di vicoli del Casco Viejo. È l’ora dei pintxos, la variante basca delle tapas, sotto i portici della Plaza Nueva. Seguono gli oltre trecento gradini della Mallona, che portano alla chiesa gotica di Begoña, e la grande struttura metallica del mercato della Ribera.

Il pomeriggio prosegue nel quartiere di San Francisco, tra le boutique di calle Hernani, e al centro Azkuna, gli ex magazzini vinicoli ridisegnati da Philippe Starck, dove la piscina all’ultimo piano lascia intravedere i nuotatori dal fondo trasparente. Chiude la giornata il Museo di belle arti, il cui ampliamento è stato affidato a Foster e che resta aperto solo in parte fino al 2025.

Domenica

Il secondo giorno guarda all’industria e al mare. L’Itsasmuseum, il museo marittimo ospitato negli ex cantieri Euskalduna, ne racconta la storia a partire dall’enorme gru rossa sulle banchine. In treno si raggiunge quindi la foce dell’estuario, osservando l’isola di Zorrotzaurre, futura “Manhattan” cittadina su progetto di Zaha Hadid.

La meta è il ponte di Biscaglia, inaugurato nel 1893: la navicella trasporta ancora gli abitanti da una riva all’altra, mentre la passerella panoramica si apre sul mar Cantabrico. Poco oltre c’è Getxo, antico villaggio di pescatori dove a fine Ottocento si stabilirono i ricchi industriali, con ville eclettiche che fanno pensare a Deauville.

Il ritorno in città conduce al Guggenheim di Frank Gehry, sorto dove si trovavano magazzini e gru. La forma a prua di nave e il rivestimento in titanio, a squame di pesce, evocano secondo Perez un passato rivolto al mare. Alle 18.30 la Fontana di fuoco di Yves Klein e gli Archi rossi di Daniel Buren si illuminano, e il percorso si chiude.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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