(Bbc) Dalle antilopi ai televisori, gli squali tigre non sono affatto schizzinosi a tavola e non esitano ad affrontare persino gli uragani pur di trovare cibo. Un appetito estremo che, paradossalmente, fa bene all’intero ecosistema marino.
Grandi quanto un piccolo autobus, affusolati come siluri e dotati di un morso fra i più potenti del regno animale, gli squali tigre sono tra i predatori marini più imponenti del pianeta. Sono anche definiti i “carri armati” del mare. A rendere unica questa specie è soprattutto la dieta, la più varia fra tutti gli squali: molluschi, razze, serpenti marini, foche, calamari e persino balene finiscono nel loro menu, insieme a uccelli marini e animali terrestri come talpe, antilopi, cani, capre e gatti.
Un esemplare ha persino rigurgitato un echidna, probabilmente troppo spinoso da digerire. Non mancano i rifiuti umani: sacchetti di patatine, preservativi, mozziconi di sigaretta, targhe, pneumatici, televisori e, secondo alcune testimonianze, perfino un’intera armatura.
Insieme a squali bianchi e squali toro, gli squali tigre fanno parte dei cosiddetti “Big Three”, le specie considerate più pericolose per l’uomo, anche se il rischio reale di un attacco resta molto inferiore a quello di essere colpiti da un fulmine o travolti da una corrente di risacca.
Il loro stomaco a prova di tutto ha però un risvolto positivo: cibandosi di carcasse e animali morenti, questi squali contribuiscono a mantenere sano l’intero ecosistema marino.

Anticipano gli uragani
Un caso emblematico riguarda gli uragani. Mentre molte specie di squali percepiscono il calo della pressione barometrica e si spostano verso acque più profonde e sicure, gli squali tigre tendono a fare l’esatto contrario. Nel 2016, quando l’uragano Matthew colpì le Bahamas a Tiger Beach, celebre sito di immersione al largo di Grand Bahama, il numero di squali tigre è raddoppiato subito dopo il passaggio della tempesta di categoria 5.
Gli animali restano nelle acque basse perché intuiscono che la tempesta ucciderà tartarughe, pesci, granchi e uccelli, offrendo un banchetto di carcasse.

Il meteo lo sanno a memoria
Gli squali tigre sanno anche sfruttare eventi stagionali prevedibili, come la stagione riproduttiva delle tartarughe verdi a Raine Island, in Australia, percorrendo ogni anno migliaia di chilometri per raggiungere le zone di caccia più ricche. Lì preferiscono nutrirsi di animali già morti o indeboliti piuttosto che cacciare esemplari sani, limitando così la diffusione di malattie e proteggendo le praterie di posidonia dal sovrapascolo.
Dietro la fama minacciosa si nascondono animali con comportamenti individuali sorprendentemente diversi tra loro. Predatori all’apice della catena alimentare, gli squali tigre restano un tassello indispensabile per l’equilibrio degli oceani.