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Auto elettriche, la Francia accelera

Posted on 23 Ottobre 202623 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Le Figaro) Nei primi nove mesi del 2026 le immatricolazioni di auto a batteria sono cresciute del 79,2%, spingendo la quota di mercato al 31,2%. Caro carburanti e incentivi accelerano la svolta, ma l’ecosistema della ricarica resta difficile da decifrare. Carte dedicate, tariffe variabili e potenze non sempre garantite: passare all’elettrico richiede preparazione. Intanto l’offerta si allarga, dalle ammiraglie da viaggio alle utilitarie.

Le condizioni, per una volta, sembrano allineate. L’impennata dei prezzi dei carburanti dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente, una fiscalità sempre più pesante per le auto aziendali a motore termico e incentivi generosi per i modelli a batteria hanno cambiato in pochi mesi il mercato francese. Tra gennaio e settembre 2026 le immatricolazioni di veicoli elettrici sono salite del 79,2%, portando la quota di mercato al 31,2%, contro il 18,3% dello stesso periodo del 2025. Gli stessi costruttori ammettono di aver guadagnato due anni rispetto alle previsioni iniziali, merito anche di un’offerta in continua espansione. Il consiglio resta prudente: scegliere un marchio affermato, con una rete solida di assistenza per manutenzione e interventi.

Sul fronte dei modelli, la gamma è ampia. Nel segmento delle stradali spiccano la Mercedes CLA 250+ shooting brake e il SUV BMW iX3 40: batterie simili, 85 e 82,6 kWh, picchi di ricarica rispettivamente di 320 e 400 kW, circa venti minuti per passare dal 10 all’80%. La station wagon tedesca vanta però circa 130 chilometri di autonomia in più. Nel segmento B, cuore del mercato francese, la Renault 5 E-Tech Electric propone 150 cavalli e 430 chilometri di autonomia a 31.990 euro.

Comprare l’auto è solo il primo passo

Chi acquista un veicolo nuovo deve richiedere al momento dell’ordine una carta di ricarica: funziona come una carta di credito, con un riepilogo mensile dei consumi, e garantisce l’accesso alle reti partner del costruttore, talvolta a tariffe agevolate. Per l’usato occorre invece sottoscrivere un abbonamento con operatori come Chargemap, la cui applicazione localizza le stazioni, pianifica i percorsi e gestisce le spese.

Le tariffe richiedono attenzione. Il prezzo del chilowattora può variare in base alla fascia oraria e alla durata della ricarica, e alcune reti aggiungono un costo di sosta per liberare più in fretta i posti. In autostrada è consigliabile fermarsi all’80%, perché l’ultimo 20% richiede quasi lo stesso tempo necessario per arrivarci. Poche colonnine, inoltre, accettano la carta di credito.

Il problema potenza

Anche la potenza dichiarata non è sempre garantita. La batteria deve essere sotto il 20% e alla temperatura ideale, eventualmente con il preriscaldamento, e la colonnina deve supportare la potenza richiesta: durante le ondate di calore alcune la limitano per proteggere gli impianti.

I costruttori sconsigliano di ricaricare sempre in modalità rapida e, in caso di lunga inattività, suggeriscono di mantenere la carica intorno al 50%. Chi compra usato dovrebbe chiedere lo stato di salute della batteria.

Resta il capitolo della wallbox domestica. Per le case unifamiliari non sono previsti aiuti. Nei condomini, invece, il bonus Advenir copre fino al 50% del costo al netto dell’IVA di forniture, materiali e lavori, entro un tetto di mille euro.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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