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Week-end a Cagliari

Posted on 22 Ottobre 202621 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Sunday Times) Dalle fortificazioni pisane di Castello ai fenicotteri di Molentargius, il capoluogo sardo è il ritratto di una città familiare e insieme diversa da ogni altra meta con i suoi palazzi scrostati, spiagge urbane e paste introvabili altrove.

Nel gennaio 1921 D.H. Lawrence approdò a Cagliari e ne rimase colpito: una città spoglia e dorata, ripida, arrampicata verso il cielo, tanto strana da far domandare come fosse finita lì. Più di un secolo dopo, il capoluogo sardo continua a esercitare lo stesso fascino, una sorta di altrove mediterraneo, adatto a chi cerca il sole d’inverno e a chi vuole qualcosa di diverso dalla classica città.

Sabato

Il week-end inizia ruotando attorno a Castello, il quartiere più antico, da cui l’isola è stata storicamente governata. Vi si accede dalla scalinata bianca del Bastione di Saint Remy, antico baluardo difensivo trasformato a fine Ottocento in passaggio monumentale tra città vecchia e nuova. Tra palazzi incombenti, vicoli intricati e piazzette spesso silenziose, si aprono scorci improvvisi sulla città e sulle lagune.

Nel pomeriggio si suggerisce la Cittadella dei Musei, e in particolare il Museo archeologico nazionale. I suoi reperti nuragici testimoniano una civiltà fiorita dal XVIII secolo a.C. fino al 240 d.C. circa, tra le più antiche d’Europa secondo le rivendicazioni sarde.

L’aperitivo è in piazza Yenne, con lo sguardo rivolto alle fortificazioni illuminate dal sole. La sera si va all’Exma, ex mattatoio ottocentesco riconvertito in spazio culturale con jazz, swing e teatro interattivo.

Domenica

Si comincia allo Stagno di Molentargius: non più la palude malarica che Lawrence evitò, ma un parco protetto popolato da fenicotteri, aironi, cormorani e martin pescatori, visitabile in barca o in bicicletta.

Segue il Poetto, una delle migliori spiagge urbane d’Italia, vasta distesa di sabbia fine dove si fa il bagno da marzo a novembre e che si raggiunge in bus in un quarto d’ora dalla stazione.

La serata si chiude a Sa Manifattura, ex deposito di tabacco oggi sede di artisti e artigiani, con proiezioni all’aperto e musica dal vivo.

Ampio spazio va alla tavola. Si segnala il porceddu e i culurgiones, le paste tipiche come fregula, zappuleddus e le rare lorighittas intrecciate, le seadas al formaggio e miele. I sardi sono pastori più che pescatori, il che spiegherebbe la scarsità di ristoranti di pesce.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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