(Sunday Times) La città della Rivoluzione non smette di reinventarsi. Dal Freedom Trail ai locali del Seaport, la capitale del New England tiene insieme memoria storica e vocazione contemporanea. Compatta e percorribile a piedi, è una tappa ideale all’inizio o alla fine di un viaggio più lungo.
Boston è la città in cui si accese la Rivoluzione americana, e chi lo desidera può dedicare l’intero soggiorno alla storia. Ma l’autoproclamata capitale del New England, scrive Julia Brookes sul Sunday Times, ha molti volti, alcuni decisamente contemporanei.
Lo dimostra il Seaport, una distesa di parcheggi e oggi sede di oltre 350 aziende, con negozi e vita notturna. Le dimensioni contenute, l’offerta culturale, sportiva e gastronomica e la facilità con cui si gira a piedi ne fanno, secondo la giornalista, una meta ideale da abbinare a un viaggio più ampio.

Sabato
L’itinerario parte dall’alto. L’osservatorio della Prudential Tower, tra gli edifici più alti della regione, permette di orientarsi, dalla cupola dorata della State House fino a Harvard, oltre il fiume Charles. Il pomeriggio è riservato al Freedom Trail, la principale attrazione cittadina: un percorso di mattoni rossi di circa quattro chilometri che parte dal Boston Common e collega sedici luoghi simbolo della Rivoluzione, compreso l’edificio in cui prese avvio la vicenda del Boston Tea Party. Servono circa due ore.

La sera si può fare una crociera al tramonto sul Charles, proposta un po’ turistica, ammette l’autrice, ma tra i modi migliori per vedere la città. Si cena al Seaport, da Woods Hill Pier 4, ristorante attento agli sprechi dove gran parte della carne proviene dall’allevamento della proprietaria.

Domenica
La giornata si apre all’Isabella Stewart Gardner Museum, definito imperdibile. La collezione di arte americana, europea e asiatica è ospitata in un palazzo in stile veneziano, teatro nel 1990 del più grande furto d’arte al mondo. Tredici opere sparirono e non sono mai state ritrovate; cinque cornici vuote ne ricordano l’assenza.

Dopo una sosta a Beacon Hill e una passeggiata lungo il fiume, il pomeriggio si sposta a Back Bay. Qui si trovano i murales di John Singer Sargent alla Public Library, visitabile gratuitamente, le vetrate di Edward Burne-Jones nella Trinity Church, quelle Tiffany nella Arlington Street Church e infine il Public Garden.

La serata ruota attorno a Fenway Park, il più antico stadio della Major League Baseball e casa dei Red Sox. Chi non trova i biglietti può seguire la partita da un bar affacciato sul campo, oppure scegliere un concerto nei locali del quartiere, diventato un polo dell’intrattenimento.

Per la cena l’indicazione è Saltie Girl, in Newbury Street, noto per la vasta e costosa selezione di pesce in scatola.
