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Belgrado, settemila anni di storia

Posted on 20 Ottobre 202612 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(mynewsroom.it) La Città Bianca, alla confluenza di Sava e Danubio, brinda sulle proprie rovine. Tra la fortezza di Kalemegdan, le cicatrici della guerra nel 1999 e i brindisi a base di rakija, Belgrado si racconta senza arroganza con una vita notturna che comincia quando altrove finisce.

Belgrado si presenta come una città senza pretese, dove i resti di millenni di occupazione ininterrotta convivono con la modernità. Il percorso comincia dal Museo Nazionale, ex sede di una banca in Piazza della Repubblica, che ripercorre la storia del Paese: dalla tetrarchia romana alla Serbia nata nel 1166, poi regno e impero, fino alla caduta in mano ottomana dopo la battaglia del Kosovo del 1389.

Il punto di osservazione privilegiato resta però il parco di Kalemegdan, attorno alla fortezza. Ai suoi piedi si incontrano la Sava e il Danubio, che per secoli hanno segnato il confine tra l’impero ottomano e quello austro-ungarico, tra Balcani ed Europa centrale.

Di fronte si vedono Zemun, con la sua torre di fine Ottocento, e l’isola della Grande Guerra, usata da Solimano il Magnifico per entrare in città. Belgrado conta settemila anni di storia, duemila dei quali sotto influenza romana, ed è stata distrutta 44 volte. Di originale è rimasto troppo poco perché le sue chiese possano aspirare al sigillo Unesco, e il nucleo centrale della fortezza è frutto di una ricostruzione “alla Disney”.

La porta delle guerre

Qui, alla “porta delle guerre“, cadde il bombardamento austro-ungarico che aprì il primo conflitto mondiale. Le ferite più recenti sono ancora visibili: l’ex ministero della Difesa jugoslavo, colpito dalla Nato nel 1999, resta sventrato in via Nemanjina. Sul muro una scritta evoca il ritorno in Kosovo, di cui Belgrado non riconosce l’indipendenza.

Eppure la capitale fu anche il cuore del cosiddetto “comunismo Coca-Cola”: concerti rock nella fortezza dal 1961, il primo McDonald’s aperto in un Paese comunista, i fossati di Kalemegdan consegnati al basket di Stella Rossa e Partizan. Beograd, la “Città Bianca” per la pietra dei suoi edifici, vive oggi a colori. Lungo i due fiumi sono ormeggiate decine di piattaforme e barche che ospitano bar, ristoranti e club, e la rakija accompagna ogni occasione.

Tanti collegamenti dall’Italia

Su questo spirito la Serbia costruisce la propria ambizione turistica. Air Serbia vuole fare di Belgrado un hub regionale. Air Serbia opera da sola le rotte da Bari, Bologna, Catania, Firenze, Malpensa, Napoli e Venezia, Wizz Air quella da Bergamo, mentre da Palermo e Fiumicino volano entrambe.

A 36 minuti di treno, con biglietti da 10 euro, Novi Sad è il contraltare culturale, con la fortezza di Petrovaradin, la “Gibilterra del Danubio”. A Belgrado i musei costano pochi euro e il Nazionale è gratuito la domenica.

La sera porta a Skadarska, quattrocento metri di acciottolato e musica dal vivo noti come la Montmartre locale.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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