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Attenti al reflusso, è pericoloso

Posted on 20 Ottobre 202612 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Die Welt) Fino a un adulto su tre convive con il reflusso gastroesofageo, quasi sempre senza conseguenze. Se trascurato a lungo, però, l’acido può trasformare la mucosa dell’esofago. Peso, alimentazione, farmaci e controlli endoscopici sono le armi contro il bruciore di stomaco. Gli specialisti spiegano quando basta cambiare abitudini e quando serve la gastroscopia.

Un bruciore dietro lo sterno dopo una cena troppo ricca: per il 20-30% degli adulti tedeschi il reflusso gastroesofageo è un disturbo occasionale o ricorrente. Eppure l’esofago è protetto da una doppia chiusura: una zona ad alta pressione lunga da due a quattro centimetri al confine con lo stomaco e le fibre muscolari del diaframma che lo avvolgono dall’esterno.

Quando la barriera cede, il succo gastrico risale e incontra una mucosa resistente al passaggio del cibo ma molto sensibile all’acido. A indebolire lo sfintere possono essere farmaci miorilassanti, nicotina, ormoni della gravidanza, grasso addominale e stitichezza. Perdere peso aiuta, mentre una dieta valida per tutti non esiste: contano i fattori scatenanti individuali, dai pasti grassi e abbondanti ad alcol, caffè, cioccolato, pomodori, cibi piccanti, menta e bibite gassate. Anche i dolci serali possono pesare, perché lo zucchero stimola la produzione di acido.

Un po’ di reflusso è fisiologico

Brevi episodi possono verificarsi venti o trenta volte al giorno senza conseguenze. Se però il fenomeno è intenso e prolungato, la mucosa può infiammarsi in modo cronico. Per questo si raccomanda una gastroscopia in presenza di disturbi. In una parte dei pazienti l’organismo reagisce formando un rivestimento resistente all’acido: il bruciore scompare, ma quel tessuto, noto come esofago di Barrett, pur non essendo un tumore può favorirlo. Secondo i centri universitari citati dal giornale, chi ne è portatore ha un rischio di cancro esofageo da 30 a 125 volte superiore al resto della popolazione.

Cambiare abitudini spesso non basta

Si ricorre agli inibitori di pompa protonica, come pantoprazolo e omeprazolo, per cicli brevi nelle forme lievi e a lungo termine in quelle avanzate; in un caso su tre vanno associati ad antiacidi o alginati. Esiste poi il reflusso silente, che risale fino alla gola e si manifesta con raucedine, tosse e senso di nodo, talvolta senza bruciore. Per accertarlo si esegue una misurazione di 24 ore con una sonda introdotta dal naso, cui segue una terapia personalizzata.

Le alterazioni precancerose, le displasie, possono essere asportate per via endoscopica, e chi ha un esofago di Barrett dovrebbe sottoporsi a gastroscopia ogni tre-cinque anni, o secondo quanto indicato dai referti. Difficoltà a deglutire, sangue nelle feci e cali di peso inspiegabili meritano un accertamento.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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