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La “schiscetta” perfetta esiste

Posted on 19 Ottobre 202612 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Abc) Monotonia, piatti sbilanciati e porzioni scarse: due nutrizioniste spagnole spiegano dove sbaglia chi si porta il pranzo in ufficio. E come rimediare senza tirare fuori la bilancia: metà verdure, un quarto proteine, il resto carboidrati. È la regola visiva per un pranzo da ufficio completo, con un occhio a salse e bibite.

Portarsi il pranzo da casa per mangiare sano in ufficio è un proposito che spesso naufraga. Mancano il tempo e le idee, e il contenitore preparato la sera prima finisce per diventare una formalità poco invitante. È in quel momento che si commettono gli errori più comuni.

Il primo errore è la ripetitività. Molti scelgono sempre lo stesso piatto, trasformando il pasto fuori casa in un supplizio. Il secondo è lo squilibrio: pur di non portare due contenitori c’è chi mangia solo pasta, o solo fagiolini. Il terzo è la porzione troppo ridotta, scelta con l’intenzione di stare attenti e destinata a tradursi, poche ore dopo, in spuntini poco salutari.

La struttura di base, per entrambe, combina ogni giorno verdure, proteine e carboidrati, con l’aggiunta di un grasso di buona qualità. Tra i carboidrati più adatti ci sono pasta, riso e cuscus integrali, pane integrale, patate, patate dolci e quinoa. Sul fronte proteico i legumi sono i più pratici, accanto a tofu, uova, pollo, tacchino, maiale e manzo. Il pesce è interessante sul piano nutrizionale ma più complicato: fa odore e si conserva peggio.

Non serve pesare gli ingredienti

Serve un riferimento visivo: circa metà del piatto di verdure varie, un quarto di proteine, il resto di carboidrati secondo il fabbisogno individuale, più olio extravergine d’oliva, avocado, semi o frutta secca. Meglio una tabella a tre colonne (carboidrati, proteine e verdure) da cui ricavare ogni giorno una combinazione diversa, variando cotture e condimenti. Un wok di riso integrale con lonza, cipolla e broccoli, per esempio, oppure pollo arrosto con patate e insalata.

Aiuta anche cucinare in anticipo. Verdure al forno, uova sode, legumi, riso o quinoa preparati in quantità maggiore risolvono buona parte dei pranzi della settimana senza obbligare a mangiare sempre la stessa cosa. Possono tornare utili alcune conserve di pesce e i formaggi freschi.

Attenti a cosa accompagna il pasto

L’avvertenza comune riguarda ciò che accompagna il pasto. Salse industriali, bibite e dessert molto zuccherati, se abituali, possono rendere assai meno raccomandabile un pranzo altrimenti equilibrato. Condimenti e aggiunte rendono il piatto meno noioso e più nutriente, ma il rischio è un eccesso di calorie, zuccheri e grassi di cattiva qualità. La soluzione non sono i piatti insipidi: olio, aceti diversi, limone, salse a base di yogurt o avocado, semi e frutta secca cambiano volto agli stessi ingredienti.

Nemmeno il pane va bandito. Deve però essere integrale e contare come carboidrato: se c’è, si riduce la quota di riso, pasta o patate.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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