(Die Zeit) Dieci anni dopo l’austerità imposta dai creditori, la Grecia cresce più della media dell’eurozona e ha ridotto la disoccupazione sotto l’8%. Ma il boom del turismo e del mattone non convince tutti, e Tsipras torna in campo. Riforme, digitalizzazione e turismo di lusso hanno ribaltato l’immagine del Paese simbolo della crisi del debito. Restano un debito pubblico elevato e un malcontento sociale che pesa sul governo Mitsotakis.
All’aeroporto di Kalamata, nel sud del Peloponneso, il tempo sembra essersi fermato: lastre di marmo consumate, quattro banchi per il check-in, undici voli in una giornata di settembre. Da novembre lo scalo passerà alla tedesca Fraport, che in Grecia gestisce già altri quattordici aeroporti. Dieci anni fa, in piena crisi del debito, quell’operazione scatenò proteste ad Atene e accuse di sciacallaggio. Oggi nemmeno i dipendenti sembrano opporsi.
Dal picco della crisi, nel 2015, la Grecia ha tagliato le pensioni, allungato gli orari di lavoro, riorganizzato l’amministrazione e ceduto infrastrutture pubbliche ai privati. Dalla pandemia in poi la sua economia cresce ogni anno più della media dell’eurozona, con un 2,1 per cento nel 2025. La disoccupazione è scesa da oltre un quarto della popolazione attiva a meno dell’8%.
Il volto di questa stagione è Kyriakos Pierrakakis, 43 anni, ministro delle Finanze e da fine 2025 presidente dell’Eurogruppo, incarico impensabile per un greco negli anni dell’austerità. Da ministro della Digitalizzazione ha creato gov.gr, portale unico che offre oltre 2.500 servizi pubblici.
La trasmissione digitale dei dati contabili delle imprese ha reso molto più difficile l’evasione fiscale, contribuendo a un bilancio in attivo e al rimborso anticipato dei prestiti, benché il debito resti sopra il 140% del Pil.

Il motore della ripresa resta il turismo
Il turismo vale quasi un quarto del Pil considerando l’indotto: dal 2010 i visitatori stranieri sono passati da 15 a quasi 38 milioni. Simbolo del boom è Costa Navarino, resort di lusso di oltre mille ettari sulla costa occidentale del Peloponneso. Occupa 2.700 persone e, secondo uno studio dell’Università del Pireo, ha generato altri 11mila posti nell’indotto.
Non tutti però ne beneficiano. Il consenso per il governo conservatore di Kyriakos Mitsotakis è in calo e, in vista delle elezioni di primavera, l’ex premier Alexis Tsipras è tornato in campo con un nuovo partito, secondo nei sondaggi. Un suo stretto collaboratore, Pausanias Papageorgiou, parla di un malcontento enorme.

Tsipras all’attacco
Il governo per Alexis Tsipras ha preferito rimborsare in anticipo il debito anziché alleggerire il peso della crisi energetica, alimentando una crescita immobiliare che premia i ceti abbienti mentre affitti e prezzi delle case salgono.
Gli investitori restano fiduciosi. Alexander Zinell, a capo di Fraport Greece, ricorda che l’obiettivo iniziale di 30 milioni di passeggeri è stato superato: nel 2026 ne sono attesi 39 milioni, dopo investimenti per circa 450 milioni di euro. Per far crescere Kalamata, avverte, serviranno però anche alberghi di fascia media, perché i soli viaggiatori di lusso non bastano a riempire i voli.