(Neue Zurcher Zeitung) Lo sfratto di una pensionata di 87 anni a Madrid è diventato il simbolo di una crisi abitativa che ormai colpisce anche il ceto medio. Le ricette dei nuovi leader progressisti, però, fanno i conti con bilanci e precedenti poco incoraggianti. Mamdani a New York, Eralp a Berlino, Burnham a Londra: l’emergenza casa premia chi promette interventi radicali. Il modello resta Vienna, che quasi nessuna metropoli è in grado di replicare.
Maricarmen Abascal, 87 anni e morta a inizio ottobre, aveva vissuto per settant’anni nell’appartamento madrileno dei genitori pagando 500 euro al mese. Poi la società immobiliare ne ha chiesti 2.650, quasi il doppio della sua pensione, e i sanitari l’avevano portata fuori di casa. Migliaia di persone hanno manifestato in suo nome e centinaia si sono accampate alla Puerta del Sol. Il caso ha avuto risonanza mondiale perché racconta un disagio comune a Berlino, Londra, New York e Zurigo.
I numeri spiegano la rabbia. In Spagna, stima la banca centrale, mancano 700 mila alloggi, e a Madrid gli affitti sono cresciuti di oltre l’80% in dieci anni, il doppio dei salari. Uno studio di Deutsche Bank calcola che un monolocale in centro assorba il 74% del reddito netto medio a Madrid, il 75 a Londra, l’81 a New York e il 116 a Lisbona. Per l’Eurobarometro, la casa è la prima preoccupazione di chi vive in città.

Tutto è politica
A New York il socialista Zohran Mamdani ha conquistato il municipio promettendo una città accessibile. A Berlino Elif Eralp, della Linke, ha vinto proponendo di espropriare i grandi gruppi immobiliari. Nel Regno Unito il nuovo premier laburista Andy Burnham ha annunciato il maggiore piano di edilizia comunale dal dopoguerra. In Spagna, invece, i decreti a tutela degli inquilini voluti da Pedro Sánchez sono stati bocciati dal Congresso. I partiti di centro sembrano non avere risposte e questo fa della crisi un terreno fertile per i populisti: la casa starebbe diventando per la sinistra ciò che l’immigrazione è stata per la destra.
Le promesse, tuttavia, si ridimensionano in fretta. I 100 miliardi di dollari annunciati da Mamdani sono scesi a 22, ancora senza un piano di finanziamento, in una città cui mancano 290 mila abitazioni. Il maxi-progetto Sunnyside Yard, nel Queens, dipende da fondi federali ritenuti improbabili.

Pesano anche i precedenti
Il tetto agli affitti berlinese, annullato nel 2021 dalla Corte costituzionale, ha coinciso con un dimezzamento degli annunci e con rincari sugli alloggi non vincolati. A Ginevra, dopo quarant’anni di controlli, si ristruttura meno che altrove.
Resta il riferimento a Vienna, dove un quarto degli abitanti vive in case comunali e un altro quinto in cooperative sovvenzionate, grazie a un secolo di investimenti. Il modello è difficilmente esportabile, perché alle metropoli di oggi mancano i terreni edificabili.