(Courrier international) Nelle campagne cinesi la dote versata dalla famiglia dello sposo ha raggiunto cifre fuori portata per i redditi rurali. Tra debiti e pressioni sociali, sempre più giovani rinunciano alle nozze. Squilibrio demografico ed esodo femminile verso le città hanno fatto esplodere il costo dei matrimoni nella Cina rurale.
Nelle campagne cinesi sposare un figlio è diventata un’impresa finanziaria che può valere anni di lavoro. Lo racconta un’inchiesta che parte da Handan, nella provincia dello Hebei, a ridosso di Pechino. Qui Zhang Xia, una cinquantina d’anni, da fine maggio raccoglie aglio dalle sei del mattino a sera per un centinaio di yuan al giorno, circa 13 euro. Suo figlio ha compiuto vent’anni e bisogna mettere insieme il denaro per le nozze: chi non ci riesce, dice, semplicemente non si sposa.
La consuetudine locale prevede 88mila yuan (oltre 11.300 euro) alla famiglia della sposa al fidanzamento e altri 188mila (24.300 euro) al matrimonio. A questo si aggiungono tre gioielli d’oro, un diamante, un iPhone, un’auto e una casa, preferibilmente in centro. Con il nuovo a circa 7mila yuan al metro quadrato, il conto complessivo oscilla tra 800mila e 1,2 milioni di yuan, cioè tra 103mila e 155mila euro, in gran parte a carico dei genitori dello sposo.

Il caso non è isolato. Secondo le economiste Cai Wenxi, dell’università di Nankai, e Zhang Dandan, dell’università di Pechino, gli importi hanno cominciato a impennarsi nel 2006 e sono più che raddoppiati alla fine degli anni dieci. All’origine c’è anzitutto lo squilibrio demografico lasciato dalla politica del figlio unico, in vigore dal 1979 al 2015, che ha spinto molte famiglie a privilegiare i maschi.
Nello Hebei il rapporto alla nascita era di 114,88 maschi ogni 100 femmine nel 2010, contro un valore naturale compreso tra 103 e 107. L’urbanizzazione ha fatto il resto: le giovani lasciano i villaggi per studiare o lavorare in città, e nel 2020 tra i 20-24enni delle aree rurali si contavano 116,5 uomini ogni 100 donne, contro 104 nei centri urbani.
Il problema sono i redditi
Il confronto con i redditi dà la misura del problema. Nel 2025 il reddito disponibile pro capite nelle campagne della provincia era di 23.319 yuan, circa 3.000 euro: per la sola dote servirebbero quattro anni di lavoro di entrambi i genitori, senza spendere nulla. Zhang Xia stima che nove famiglie su dieci ricorrano ai prestiti.
Eppure molti non si tirano indietro. Zheng Xiangzhi, 65 anni, il cui nipote si è sposato a 23 dopo una trattativa condotta da un mediatore, sostiene che rinunciare sia un errore, perché aspettando la cifra rischia solo di crescere. Di norma la somma resta in gran parte alla sposa per la nuova famiglia, ma può anche servire a finanziare le nozze dei suoi fratelli.

Le conseguenze toccano ormai le scelte di vita
Alcuni genitori ritengono preferibile avere figlie, e nel 2020 il rapporto tra i bambini fino a tre anni è sceso a circa 108, pur restando anomalo tra i terzogeniti. Quanto ai giovani, uno studio di Wang Jing, dell’Università di economia e commercio dello Hebei, individua quattro atteggiamenti: chi rinuncia, chi contesta, chi prende tempo e chi cerca alternative.
Tutti, però, rifiutano di sposarsi a queste condizioni. Onere economico, onore familiare e giudizio della comunità finiscono così per alimentare la scarsa propensione al matrimonio.