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Dai faraoni all’IA: 3.500 anni di fitness

Posted on 11 Ottobre 20263 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Time) Dal gioco della palla degli Olmechi alle cyclette connesse dell’era Covid, la storia dell’esercizio fisico attraversa trentacinque secoli. Cambiano gli strumenti, non la convinzione che muoversi faccia bene. Medici, filosofi e presidenti hanno teorizzato per secoli i benefici dell’attività fisica. Una cronologia ne ripercorre le tappe, da Ippocrate a Jane Fonda.

Molto prima di palestre e app, l’esercizio fisico era già materia di sport, medicina e politica. Il punto di partenza è il Messico degli Olmechi, dove i giocatori spingevano una pesante palla di gomma attraverso un anello usando fianchi, glutei, ginocchia e gomiti. Nel 1400 a.C. le tombe dei faraoni celebrano l’abilità dei sovrani nella corsa, nella lotta e nel tiro con l’arco. Con le prime Olimpiadi, nel 776 a.C., fioriscono i ginnasi e la forma fisica diventa un dovere per una nazione pronta alla guerra.

Presto arriva la medicina. Intorno al 400 a.C. Ippocrate raccomanda camminata, lotta, flessioni e pugilato contro l’ombra per prevenire le malattie, rafforzare ossa e muscoli e favorire la digestione.

Nel 200 d.C. il romano Celso considera esercizio perfino la lettura ad alta voce e consiglia di fermarsi al primo sudore, mentre in Cina il medico Hua Tuo codifica movimenti ispirati a cervi, tigri, orsi, gru e scimmie per rallentare l’invecchiamento: sono le radici del tai chi.

Nobili e sport

Il Medioevo europeo ha un rapporto più turbolento con lo sport. Il jeu de paume, antenato della pallamano giocato contro un muro, è in voga tra i nobili e, secondo la tradizione, nel 1316 costa la vita al re di Francia Luigi X. Il calcio popolare dei secoli XIV e XV viene invece ripetutamente vietato perché troppo violento. Nel 1553 il medico spagnolo Cristóbal Méndez pubblica il primo libro dedicato all’esercizio, indicando nella camminata l’attività più salutare.

Il Settecento consolida l’idea terapeutica. Lo scozzese William Buchan individua nella mancanza di moto una delle principali cause di una vita breve e infelice, l’inglese William Heberden descrive un paziente con dolori al petto quasi guarito segando legna mezz’ora al giorno e dal 1780 l’attività fisica entra nella riabilitazione dopo interventi e ictus.

Nel 1786 Thomas Jefferson raccomanda almeno due ore quotidiane di esercizio, con qualunque tempo. Dal 1824 le donne sono incoraggiate alla ginnastica oltre a danza, pattinaggio ed equitazione. Nel 1839 l’americano Sylvester Graham sostiene che l’esercizio giova solo se piace, nel 1844 nasce a Londra il primo YMCA e nel 1899 Bernarr Macfadden fonda la rivista Physical Culture, costruendoci una fortuna.

Il Novecento porta scienza e spettacolo

Nel 1915 l’ufficio del Surgeon General statunitense raccomanda esercizio quotidiano per tutti, esclusi i malati acuti, fino alla soglia della fatica: un’indicazione simile a quella attuale. Nel 1939 uno studio sui canottieri di Oxford e Cambridge smentisce secoli di diffidenza verso gli sforzi intensi.

Poi arriva la televisione: lo show di Jack LaLanne resta in onda per oltre trent’anni, nel 1960 Kennedy esorta gli «americani molli» a rimettersi in forma, “Pumping Iron” con Arnold Schwarzenegger lancia la cultura della palestra e nel 1982 i video di Jane Fonda vendono 17 milioni di copie.

L’ultimo capitolo si svolge in casa. Nel 2008 Wii Fit porta yoga e aerobica in salotto. Nel 2014 oltre mezzo milione di americani completa una maratona, un record. Nel 2020 la pandemia chiude le palestre e le vendite di app per ginnastica a casa crescono del 232%.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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