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La natura dice “grazie kelp”

Posted on 9 Ottobre 20262 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Guardian) Le foreste nascoste degli oceani sono vere alleate contro la crisi climatica. Uno studio internazionale stima che coprano fino a 7,2 milioni di chilometri quadrati, un’area paragonabile al bacino amazzonico. Assorbono CO₂ e producono più biomassa di grano, riso e mais. Ma dalla California all’Australia, il kelp è in forte declino a causa del riscaldamento delle acque, dell’inquinamento e delle specie invasive.

Le bolle salgono rapide alle spalle di Frank Hurd mentre il biologo marino di “The Nature Conservancy” si fa strada tra le fronde di kelp gigante al largo di Anacapa, una delle isole vulcaniche del parco nazionale delle Channel Islands, in California. Nastri verdi e dorati si allungano verso la superficie del Pacifico. È uno scorcio di un ecosistema che orla le coste di quasi tutti i continenti, ma che resta in gran parte sconosciuto.

Alcune di queste foreste sottomarine sono ben documentate, come la Great African Sea Forest, che da Città del Capo risale fino alla Namibia o la Great Southern Reef lungo le coste meridionali dell’Australia. Molte altre non hanno neppure un nome. Pur essendo tra le piante a crescita più rapida del pianeta, il kelp è sempre stato difficile da mappare, perché i satelliti faticano a misurare le profondità oceaniche.

Ricercatori di otto Paesi hanno esaminato centinaia di studi, archivi online e progetti di citizen science per ricostruire la distribuzione globale di queste foreste. Il risultato: coprono tra i 6 e i 7,2 milioni di chilometri quadrati.

Il ruolo delle alghe

Le alghe assorbono anidride carbonica dall’acqua e dall’atmosfera e, secondo una stima, potrebbero immagazzinarne quanto l’Amazzonia. Resta però aperto il dibattito sulla loro capacità di trattenerla nel lungo periodo. A differenza di fanerogame marine e mangrovie, infatti, non hanno radici che fissino il carbonio nel fondale.

Il kelp, che può raggiungere decine di metri d’altezza, offre cibo e rifugio a molte specie: dal dragone marino foliaceo australiano alle lontre della costa pacifica, fino alle balene grigie, che vi si riparano dalle orche durante la migrazione.

Nelle regioni temperate, secondo lo studio, produce da due a undici volte più biomassa per superficie rispetto alle colture intensive. È un potenziale che interessa la sicurezza alimentare. Consumate in Asia da secoli, le alghe si fanno strada anche nei mercati occidentali e nei mangimi animali. Se raccolte correttamente, possono essere una fonte di cibo molto sostenibile e nutriente.

Le minacce si moltiplicano

Nel nord della California il kelp è diminuito di oltre il 95% in pochi anni. Lo hanno divorato i ricci di mare, proliferati dopo che una malattia legata al riscaldamento delle acque ha decimato le stelle marine, i loro predatori.

Segnali di declino arrivano anche dall’Australia e dall’Atlantico nord-occidentale. La maggior parte di queste foreste non è nemmeno mappata e per farlo si confida in droni, satelliti e intelligenza artificiale.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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