(mynewsroom.it) Dimenticate i piatti della Borgogna insaporiti con aglio, burro e prezzemolo. Il caldo torrido ha falcidiato la produzione e messo in grave difficoltà lo sciovinismo gastronomico francese: il 90% di lumache è importato.
La grande storia di quest’estate in Francia è stata la strage di lumache d’allevamento a causa della canicola che ha avuto come secondo effetto il fatto che i predatori, soprattutto roditori rimasti senza cibo, si sono accaniti sulle lumache.
Tra luglio e agosto le ondate di calore hanno colpito duramente gli allevamenti elicicoli. Nel Cher e nell’Indre-et-Loire gli elicicoltori registrano perdite fino al 70%, mentre nei Pirenei Orientali la mortalità arriva all’80% in alcune aziende. Situazione simile altrove tanto che si sostiene che se non si interviene, entro dieci anni non ci saranno più lumache in Francia, e prevede che a Natale potrebbero non essercene abbastanza anche perché il settore è piccolo e fragile (solo 400 elicicoltori).
Nove lumache su dieci consumate Oltralpe arrivano dall’estero, soprattutto dall’Europa orientale. Per due secoli le lumache al forno sono state uno dei pilastri della gastronomia francese. Oggi, per molti, sono diventate il simbolo di un declino nazionale. Delle circa 13 mila tonnellate consumate ogni anno nel Paese, il 90% è importato, soprattutto dall’Europa orientale. I ricercatori hanno smesso di studiare questi gasteropodi, circa la metà dei produttori rimasti non ha una qualifica e una celebre fiera annuale nel Sud-Ovest non si tiene da anni.

Duecento anni di storia
Il legame dei francesi con le lumache risale al 1814. Dopo le guerre napoleoniche, i diplomatici che cercavano di ricucire i rapporti con Mosca invitarono a Parigi lo zar Alessandro I. Il piano rischiò di naufragare quando Luigi XVIII, da poco restaurato sul trono, si rifiutò di incontrarlo, costringendo il ministro degli Esteri, in preda al panico, a organizzare personalmente la cena. Servì lumache di Borgogna con aglio, burro e prezzemolo: il piatto piacque tanto che la crisi diplomatica fu scongiurata. I migliori ristoranti parigini lo misero subito in carta e divenne un classico della tavola francese.

Dalla natura agli allevamenti
Per decenni le lumache furono raccolte in natura, in particolare tra i vigneti della Borgogna, finché nel 1979 la pratica fu limitata e la specie posta sotto tutela. Nel decennio successivo sorsero allevamenti in tutta la Francia, presto schiacciati dalla concorrenza orientale.
Oggi produrre un chilo di lumache in Francia costa fino a 6 euro, importarlo da Romania, Turchia e Ungheria appena 4,50. Spesso i consumatori non sanno di mangiare prodotti stranieri, perché i distributori applicano il tricolore sui barattoli importati. E i clienti che acquistano barattoli sono soprattutto anziani: provate oggi a far mangiare le lumache ai bambini.