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Skyros ha scelto di restare indietro

Posted on 4 Ottobre 20262 Ottobre 2026 by Paolo Bonanni

(Frankfurter Allgemeine) Niente porti turistici, niente grandi resort, un solo villaggio. La più grande delle Sporadi settentrionali ha respinto il piano di sviluppo di Atene e oggi vive di sentieri, capre e cappelle votive. Verde a nord, brulla a sud, raggiungibile quasi solo via mare. L’isola è un’eccezione nella Grecia del turismo di massa.

Quando il traghetto Achilleas entra nel porto di Linaria e manovra per attraccare di poppa, dal molo parte a tutto volume l’attacco di “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss, reso celebre da Kubrick in “2001: Odissea nello spazio”. È la passione del gestore di un bar del porto e accoglie ogni giorno chi sbarca a Skyros, la più grande isola delle Sporadi settentrionali. È un benvenuto che imbarazza alcuni e commuove altri.

Questa isola che ha poco in comune con le vicine Skiathos, Skopelos e Alonnisos. Più aspra e meno boscosa, senza tetti di tegole né facciate colorate, Skyros ricorda piuttosto le Cicladi. Ci si arriva quasi sempre in traghetto da Kymi, sull’Eubea, da cui l’isola dipende amministrativamente. È un’unica linea, meno di due ore di navigazione, un vero collo di bottiglia. L’aeroporto esiste, ma lo usa una minoranza.

Il capoluogo, Chora, che per confondere i visitatori si chiama anch’esso Skyros, è un grappolo di case bianche arrampicate su una collina, sovrastate da un monastero e da una fortezza. Nei vicoli labirintici, chiusi alle auto, si trovano fornai, pescivendoli e pittori di icone. Molte case tradizionali conservano gli arredi originali: un unico ambiente, sedie e tavoli bassi, un soppalco in legno intagliato. L’intaglio si tramanda di padre in figlio e richiede pazienza: servono due giorni per una sedia e fino a due settimane per una cassapanca.

L’isola sembra in realtà due isole

A nord ci sono pinete e terre fertili, a sud un territorio pietroso, disabitato e in gran parte zona militare. La vera particolarità, però, è un’altra. Anni fa il ministero ad Atene aveva previsto porti per yacht, un molo per le navi da crociera e grandi alberghi. La maggioranza degli abitanti si oppose e il consiglio comunale respinse il progetto.

Meglio restare sottosviluppati pensano molti residenti che perdere ciò che rende Skyros unica. Il turismo resta così contenuto e si concentra nelle settimane delle vacanze scolastiche estive. Il resto dell’anno l’isola appartiene ai suoi abitanti e alle loro capre.

Qui ci si muove sulle mulattiere

Grande il doppio di Sylt, Skyros è attraversata da antiche mulattiere adatte a camminate di più giorni, a patto di avere scarpe robuste e calze alte contro le spine della macchia. Lungo il cammino si incontrano pastori con i trochádia, sandali con la suola ricavata da vecchi pneumatici, nati dalla povertà di un’isola vissuta di allevamento, pesca e marmo.

Si attraversano le baie di Kyra Panagia e Atsitsa, dove restano i piloni dell’impianto di carico minerario del primo Novecento. E ovunque ci sono cappelle votive, oltre duecento, quasi sempre aperte e utili anche come riparo dalla pioggia. Secondo il mito, fu qui che Teti nascose Achille per sottrarlo al suo destino. Invano.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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