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Tutti pazzi per Revolut

Posted on 29 Settembre 202629 Settembre 2026 by Paolo Bonanni

(mynewsroom.it) Dalla Lituania, dove la Brexit l’ha spinta nel 2018, la fintech di Nik Storonsky ha conquistato quasi 60 milioni di clienti. E in Italia i clienti sono già 5 milioni. Una licenza da un milione di euro e un regolatore pronto ad accogliere i nuovi arrivati hanno fatto di Vilnius la porta d’ingresso europea della fintech. Oggi Revolut pesa più delle banche che era venuta a sfidare.

Negli uffici di Revolut a Vilnius i corridoi sono quasi deserti. La banca registrata in Lituania impiega sul posto poco più di 200 persone, contro oltre un migliaio sparse per il continente, e il lavoro da remoto è la regola. Eppure proprio da questa capitale baltica, che non è mai stata la sede storica del gruppo, la fintech londinese ha ottenuto il passaporto europeo con cui ha raggiunto quasi 60 milioni di clienti. Revolut in Italia supera i 5 milioni di clienti e diventa la quinta banca del Paese.

Nel 2025 i clienti italiani hanno effettuato transazioni per oltre 50 miliardi di euro, con un aumento del 78% su base annua. Nello stesso anno i depositi in Italia sono cresciuti del 74%, e oltre 1 miliardo di euro è confluito nei prodotti di risparmio flessibile. Il numero di clienti che fanno trading è raddoppiato in dodici mesi.

Tutto comincia nel 2017. Revolut, fondata due anni prima dall’ex trader di Credit Suisse Nik Storonsky e dall’ingegnere Vlad Yatsenko, deve fare i conti con la Brexit, che rende insufficienti le autorizzazioni britanniche. Vilnius si fa trovare pronta. La banca centrale vuole scuotere un mercato dominato da tre gruppi scandinavi, Swedbank, SEB e DNB. Per farlo apre uno sportello dedicato ai nuovi arrivati e accorcia i tempi di autorizzazione. Crea anche una licenza bancaria specializzata con un capitale minimo di un milione di euro, cinque volte meno di una banca tradizionale. Revolut la sceglie nel 2018. Decisivo anche Centrolink, il sistema che consente agli istituti di pagamento di accedere direttamente all’area SEPA senza appoggiarsi a un grande istituto.

Il salto arriva nel 2020

Nel 2020 il gruppo trasferisce sul continente circa 10 milioni di clienti e l’app diventa una banca capace di raccogliere depositi e concedere prestiti. Non mancano gli attriti. Nel 2019 le origini russe di Storonsky e il ruolo del padre in una società legata a Gazprom scatenano una polemica politica, chiusa senza rilievi dalle autorità. Nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina, il fondatore rinuncia alla cittadinanza russa.

Nel dicembre 2021 arriva la licenza bancaria completa, estesa fino ai mutui. Nel 2023 la Bce classifica Revolut come istituto “significativo” e dal 2024 la vigilanza passa a Francoforte. A fine 2025 la banca rappresenta il 37,6% degli attivi del settore lituano, ma il 98,4% dei suoi depositi proviene da non residenti. Nello stesso anno le si deve quasi l’80% delle segnalazioni di operazioni sospette ricevute dall’intelligence finanziaria del Paese.

Il passaporto europeo non cancella le frontiere

Molti clienti si vedevano ancora rifiutare IBAN esteri. Da qui la licenza nei vari Paesi europei mentre il gruppo ha lanciato la banca britannica e presentato domanda in Svizzera e negli Stati Uniti.

Vilnius, intanto, raccoglie i frutti dell’effetto traino. Dopo Revolut sono arrivati Google Payments e, da ultimo, Robinhood. Secondo Invest Lithuania, 248 fintech impiegano 7.800 persone e servono circa 40 milioni di clienti europei. La stagione della corsa alle licenze, però, è chiusa: ora la Lituania punta ad attirare grandi gruppi e team tecnologici.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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