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Brad Pitt, l’Alaska e un cane

Posted on 29 Settembre 202628 Settembre 2026 by Paolo Bonanni

(mynewsroom.it) “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio” vede Pitt nei panni di un ex soldato delle forze speciali. A contendergli la scena è Odino-Uber, il pastore tedesco che interpreta il suo cane da guerra. L’uomo e il suo animale, entrambi segnati dal combattimento, lottano contro la natura ostile dell’Alaska.

In “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio” Brad Pitt interpreta James Belmont, ex militare delle forze speciali che si ritira in Alaska con armi, tatuaggi, alcol e il suo cane: il protagonista sembra a prima vista uscito dalla scuola di mascolinità americana cara al segretario alla Difesa Pete Hegseth. È un’impressione rafforzata dal modo in cui cura la propria cardiopatia cronica: aria aperta, aspirina e birra belga.

Presto però emerge la fragilità dei due protagonisti. James piange i compagni caduti e si è isolato al punto da non saper più gestire l’incontro con un essere umano non ostile. Odino, interpretato da un pastore tedesco neozelandese di nome Uber, ha una protesi a una zampa, soffre di stress post-traumatico e porta denti in titanio dopo essere stato colpito con un mattone. Li unisce un legame indissolubile, che il sonoro del film sottolinea con insistenza.

Tensione e momenti idilliaci

L’arrivo al campo sul lago avviene a bordo di un idrovolante sgangherato che cigola e sferraglia, e già lascia presagire il pericolo. Prima della tempesta ci sono però giorni quasi idilliaci, fatti di pesca, fuoco e lunghe partite a riporto. Il formato panoramico esalta il paesaggio e insieme suggerisce quanto sarebbe arduo attraversarlo con un cane disabile.

Il film è soprattutto un omaggio alla lealtà reciproca tra uomo e animale. Lo sceneggiatore esordiente Cameron Alexander introduce brevemente Watkins (JK Simmons), un anziano esploratore in canoa. Il suo compito è strappare qualche ricordo al taciturno James e lanciare un grave allarme meteo prima di ripartire.

Due essere uniti dalla lealtà reciproca

L’avvertimento sembra quasi superfluo, perché la prova del cane vale quanto un dialogo. I suoi sguardi preoccupati rivelano che l’ex soldato sta peggio di quanto sembri, e il suo latrato notturno segnala lupi e orsi nel buio della foresta. Anche Pitt convince: la critica ne loda lo stoicismo sobrio, che richiama il Robert Redford di «All Is Lost».

Il film non è privo di forzature: il cuore malato di James cede a sforzi minimi ma regge davanti a un grizzly di quasi tre metri. Resta comunque una storia di coraggio e sacrificio capace di colpire con inattesa forza emotiva.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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