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Love bombing trappola dell’amore a orologeria

Posted on 28 Settembre 202628 Settembre 2026 by Paolo Bonanni

(Liberation) Complimenti a raffica, promesse precoci, poi il silenzio. La generazione Z ha dato un nome a un fenomeno che le app di incontri contribuiscono ad amplificare. Psicologhe e sociologi spiegano un meccanismo che crea dipendenza, come una slot machine. Ma la seduzione travolgente non è un’invenzione dei social: già Francesco I ne era maestro.

Per un mese Amandine, web designer di trent’anni, ha vissuto sotto una pioggia di attenzioni: lodi per il suo modo di pensare, progetti per il giorno in cui avrebbe conosciuto la futura suocera. Poi il nulla. Cancellata da Instagram, messaggi senza risposta, lei a rileggere le conversazioni in cerca dell’errore commesso. Dall’inizio degli anni Venti questa esperienza ha un nome, love bombing.

L’espressione indica un eccesso di premure e dichiarazioni nella fase di seduzione, seguito da un brusco disimpegno. Melvin, oggi ventenne, l’ha vissuto a 17 anni e lo paragona alle montagne russe: si sale, si sale, poi si precipita. Non si tratta però di una novità della generazione Z. Lo storico Robert Muchembled cita Francesco I, che ricopriva le amanti di titoli nobiliari, castelli e parole dolci. E il Seicento ha conosciuto la galanteria.

Emotività e razionalità

Chi travolge l’altro può essere sincero: all’inizio il cervello emotivo prevale su quello razionale, e quando l’onda si ritira ci si accorge che la persona non fa per noi. Lo conferma Alexis, ballerino di 22 anni, che ai tempi del liceo spariva appena sentiva che qualcosa non andava: “Avevo paura, allora scomparivo”. Il segnale d’allarme è la perdita di libertà nella relazione.

Il confine si supera quando un partner impone un ritmo non condiviso, lasciando l’altro senza spazio per riflettere. A volte il love bomber non sparisce di colpo ma alterna presenza e distanza: ogni ritiro provoca un calo di dopamina e quindi una mancanza, secondo una dinamica simile a quella della slot machine. Sembra un vero stato di astinenza. Non esiste tuttavia un profilo tipo: dietro questo comportamento possono esserci disturbi della personalità o un attaccamento ansioso, e chiunque può esserne vittima.

Il ruolo delle app

Un elemento accomuna i casi: tutti avevano conosciuto il partner online, su Hinge, Bumble, Tinder o Facebook. Le app sono un fattore di amplificazione. Accelerano gli incontri, e più una relazione nasce in fretta meno appare impegnativa. La loro dimensione ludica, fatta di suoni e colori, rende i rapporti più leggeri. Infine mostrano un bacino di partner apparentemente infinito, che abbassa la posta in gioco e favorisce l’abbandono senza conseguenze.

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MyNewsRoom è redatto da Paolo Bonanni. Dopo 13 anni al Giornale di Montanelli il passaggio ai periodici con le direzioni di Forza 7, Sport Club, Film Tv, Max Italia (pro tempore anche Max Francia e Max Grecia), Fit for Fun, Capital e GQ.

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