(Le Parisien) Nonostante l’estate sia ormai alle spalle, le zanzare continuano a infestare gran parte d’Europa grazie a piogge e temperature ancora elevate. Ricercatori e start-up sperimentano tecniche sempre più sofisticate per contenerne la diffusione. I lanci di maschi sterili si affiancano a droni, trappole intelligenti e dispositivi laser. L’obiettivo non è l’eliminazione totale degli insetti, ma una drastica riduzione della loro popolazione.
La siccità estiva aveva fatto sperare in una tregua, ma le piogge recenti e le temperature ancora miti hanno regalato alle zanzare condizioni ideali per proliferare ulteriormente. Se il rischio sanitario resta contenuto rispetto al fastidio quotidiano, cresce comunque la preoccupazione per malattie come dengue e chikungunya, sempre più presenti sul territorio nazionale grazie al vettore principale: la zanzara tigre.
Tra le tecniche più promettenti figura quella dell’insetto sterile (TIS), già sperimentata da decenni nel mondo. A Montpellier, si rilasciano ogni settimana circa 150.000 zanzare tigre maschio, allevate e sterilizzate in laboratorio, in un quartiere residenziale della città. Accoppiandosi con le femmine selvatiche, questi maschi producono uova non vitali, riducendo progressivamente la popolazione locale. La tecnica, già collaudata a Reunion, richiede tra i tre e i dieci maschi sterili per ogni esemplare selvatico e si sta diffondendo in altre città.

Soluzioni avveniristiche
Accanto ai lanci sul campo, si moltiplicano le soluzioni tecnologiche. I droni vengono impiegati per distribuire larvicidi su vaste aree paludose, spesso difficili da raggiungere, colpendo le larve prima che si sviluppino in insetti adulti. Sul fronte domestico, la start-up francese Tornyol ha ideato un dispositivo pensato per il giardino, capace di individuare le zanzare tramite un piccolo radar e neutralizzarle con delle eliche. Il prodotto, ancora in fase di sviluppo, potrebbe arrivare sul mercato nel 2028 a un prezzo di circa 1.100 dollari.
Le trappole tradizionali, che attirano gli insetti imitando l’odore della pelle umana, si evolvono grazie all’intelligenza artificiale: i nuovi modelli riescono a riconoscere la presenza delle zanzare tramite algoritmi e ad avvisare l’utente tramite smartphone. Ancora più radicale l’approccio dell’azienda cinese dietro Photon Matrix, un piccolo dispositivo da comodino in grado di individuare ed eliminare fino a trenta insetti al secondo con un raggio laser, al costo di circa 1.000 dollari.

Si modifica il DNA
Non mancano le piste genetiche: in California, dal 2024, si sperimenta la modifica del DNA per rendere sordi i maschi, impedendo loro di percepire il ronzio delle femmine e quindi di accoppiarsi, anche se i risultati non sono stati incoraggianti.
Più consolidata la tecnica della batteriosi da Wolbachia, sviluppata in Australia negli anni ’90, che impedisce al virus di raggiungere le ghiandole salivari dell’insetto: sperimentata con successo in Nuova Caledonia e a Singapore, i ricercatori puntano ora a integrarla stabilmente nel genoma delle zanzare, per trasmetterla alle generazioni future.