(mynewsroom.it) Il documentario su Gaza di Yuval Abraham e Rachel Szor che Israele vorrebbe fermare (Premio speciale della giuria a Venezia) esce come evento di tre giorni, dal 28 al 30 settembre, su 500 schermi. Al centro dell’inchiesta c’è il modo in cui l’intelligence israeliana mette in conto le vittime civili dei raid su Gaza.
“Naza”, il documentario dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, riprende un acronimo militare usato dall’intelligence israeliana. Secondo il film, indica in modo eufemistico il numero di civili che si prevede di uccidere in un attacco aereo. Il documentario ricostruisce i sistemi che, secondo gli autori, sono alla base dell’uccisione calcolata di civili palestinesi a Gaza.
Il film è girato di notte sui tetti di Tel Aviv. Una serie di figure anonime, in ombra, viene intervistata sulla propria partecipazione alla distruzione sistematica di Gaza. Per proteggere le fonti, aspetto e voci sono stati alterati. Le riprese sono durate tre anni, in condizioni di estrema segretezza, e raccolgono le testimonianze di 24 persone interne all’esercito israeliano, tra ufficiali dell’intelligence e soldati. Il film dura circa 80 minuti ed è un documentario “classico” fatto di interviste, senza ricostruzioni.

Il titolo
All’inizio uno degli intervistati spiega cosa significa “Naza”. È un termine militare per le vittime civili collaterali dei raid aerei: se un edificio bombardato causa 15 morti civili, si parla di “15 Naza”, senza mai usare parole come “donne e bambini”. In pratica è la stima dei civili che l’intelligence prevede di uccidere in un attacco.
Al centro ci sono i sistemi di selezione degli obiettivi, in parte automatizzati con l’intelligenza artificiale. Abraham ha spiegato che l’obiettivo era sentire nel modo più dettagliato possibile come funzionavano i sistemi di uccisione a Gaza. Gli intervistati raccontano di essersi sentiti come in una “fabbrica” di uccisioni o dentro un videogioco letale. Uno dei testimoni arriva a dire che a un certo punto la cosa diventava quasi “divertente”, perché non si pensa alle persone dall’altra parte dello schermo.

Già vinto un Oscar
Abraham e Szor avevano già vinto l’Oscar per il miglior documentario con “No Other Land”, firmato insieme ai palestinesi Basel Adra e Hamdan Ballal. Benjamin Netanyahu e diversi esponenti militari e dell’estrema destra li hanno accusati di “tradimento” e hanno chiesto che venga revocata loro la cittadinanza. Il premier ha annunciato nuove leggi per togliere la cittadinanza a chi “diffama” i soldati e lo Stato. Decine di attivisti di destra si sono radunati davanti alla casa dei genitori di Szor, dove sono intervenute le forze di polizia.