(El Mundo) In vista delle presidenziali del 2027, la leader del Rassemblement National trova sponde inedite tra i grandi patrimoni transalpini, da Bolloré ad Arnault: il magnate dei media e il patron di LVMH aprono un canale con l’estrema destra, mentre il fondatore di Smartbox prepara il suo ritorno dall’esilio fiscale belga.
Marine Le Pen affronta il suo quarto tentativo di conquistare l’Eliseo forte di un sostegno che fino a poco tempo fa sarebbe apparso improbabile: quello della grande finanza francese. Dopo anni di diffidenza bancaria e ostacoli nel finanziamento delle campagne, la leader dell’estrema destra può ora contare sull’appoggio di alcuni dei patrimoni più consistenti del Paese, a partire da Vincent Bolloré, magnate dei media, e da Pierre-Édouard Stérin, fondatore di Smartbox, ai quali si è aggiunto negli ultimi mesi anche Bernard Arnault, patron di LVMH e uomo più ricco di Francia.

Bolloré “bollorizza” i media
Bolloré, 74 anni, con un patrimonio stimato attorno ai 10 miliardi di euro, è diventato il simbolo di quella che i media progressisti definiscono “bollorizzazione” dell’informazione francese: un’espansione mediatica che attraverso Canal+, CNews, Europe 1 ed Hachette avrebbe contribuito a normalizzare un discorso pubblico più conservatore e, secondo i critici, apertamente xenofobo. L’imprenditore bretone, cattolico praticante, respinge le accuse di voler imporre un progetto ideologico, ma ha comunque fondato il think tank Istituto della Speranza, allineandosi di fatto con l’agenda di Le Pen a un anno dal voto.
Arnault, da Trump a Marine
Più sorprendente il caso di Arnault, 77 anni, recentemente uscito dalla top ten mondiale dei paperoni ma ancora capace di orientare il dibattito pubblico. Dopo aver partecipato all’insediamento di Donald Trump e a una cena riservata con Le Pen insieme ad altri imprenditori, l’uomo simbolo del lusso francese ha rotto la propria discrezione aprendo un account su X e attaccando frontalmente “Le Monde” per un’inchiesta sul suo impero.
Una svolta resa ancora più clamorosa dal contrasto con la moglie, la pianista Hélène Mercier, che ha dichiarato pubblicamente di voler votare per Jean-Luc Mélenchon in un eventuale ballottaggio contro il Rassemblement National.

Stérin esiliato da Hollande
Il più riservato del gruppo, ma anche il più militante, resta Stérin: esiliato fiscalmente in Belgio dai tempi di François Hollande, l’imprenditore starebbe preparando il suo rientro in Francia attraverso un progetto di metapolitica battezzato Projet Périclès, ispirato al modello della Heritage Foundation americana. Cattolico tradizionalista e “ultraliberale” per sua stessa definizione, avrebbe già finanziato cause conservatrici per circa 150 milioni di euro nell’ultimo decennio, ponendo le basi finanziarie per la sfida decisiva di Le Pen all’Eliseo.