(mynewsroom.it) Nonostante il calo dei consumi alimentari, il mercato globale dell’hamburger continua a crescere, trainato da Nord America e Cina, e si reinventa ovunque grazie a chef e ristoratori locali. Dalle campagne inglesi ai food-truck di New York, il panino più famoso del mondo racconta due secoli di scambi culturali, migrazioni e invenzioni industriali.
Il sandwich più “americano” del mondo non smette di attraversare confini e cucine, dimostrando che la sua storia è fatta di continue contaminazioni. Le sue origini affondano però in Inghilterra, dove tra il Sei e il Settecento nasce il culto del “beef steak”, simbolo di un’alimentazione sana e diretta contrapposta alla raffinatezza francese. Da lì la ricetta migra in Sassonia, dove viene resa più economica tritando le parti meno pregiate della carne: nasce così la “bistecca alla tedesca”, da non confondere con la carne al sangue tipica di Amburgo.
Sono proprio gli emigranti tedeschi, forti nel settore della ristorazione negli Stati Uniti, a diffondere l’hamburger beefsteak nei loro locali, spesso vicino ai porti d’imbarco come Amburgo. Il 1893 segna una data chiave: compaiono le prime citazioni del “hamburger sandwich”, legate a un saloon e a un “lunch wagon”, antenato dei moderni food-truck. Il successo del panino corre parallelo allo sviluppo dell’allevamento bovino su scala industriale, con le mandrie dei cow-boy convogliate verso Chicago grazie alla ferrovia.

Le prime catene
Il legame con la modernità industriale si rafforza negli anni Venti, quando nasce la catena White Castle, che punta su un’immagine di pulizia e trasparenza per superare la cattiva reputazione del cibo di strada. Il vero salto di scala arriva con l’esercito americano, che durante e dopo la Seconda guerra mondiale diffonde l’hamburger tra gli alleati europei e nelle basi sparse nel mondo, spiegando anche la passione giapponese per il piatto.
Dal 1971, con lo sbarco in Europa, McDonald’s impone il proprio modello — produttività, target familiare e un sistema di franchising basato sulla rendita immobiliare — diventando leader mondiale della ristorazione veloce, con un fatturato oggi vicino ai 27 miliardi di dollari.

Alimento solo da chef e ristoratori
Secondo i dati della società Cognitive Market Research, il mercato globale dell’hamburger, spinto da Nord America e Cina, dovrebbe continuare a crescere di circa il 7,8% l’anno. In Francia, ad esempio, il consumo si è impennato fino a superare nel 2017 il tradizionale panino con prosciutto e burro. Le vendite mostrano oggi un rallentamento, ma il panino continua a reinventarsi nelle mani di cuochi e ristoratori.
Come ricorda uno chef premiato, l’hamburger resta prima di tutto un prodotto commerciale, mai passato dalla cucina domestica: proprio per questo, spiegano gli storici dell’alimentazione, la sua storia si intreccia inevitabilmente con quella della globalizzazione stessa.